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Internet accelera “l’Hard disk biologico” che era il nostro cervello pochi decenni fa
Secondo Raymond Kurzweil, intelligente futurologo americano, internet amplifica la nostra memoria, accelera l’”hardisk biologico” che era il cervello solo qualche decennio fa, infatti con l’avvento del web 2.0 l’arte di leggere e notevolmente cambiata, il multitasking è diventato la nostra professione, leggiamo in modo attento e viglie, magari un po’ troppo frettoloso saltando da un testo all’altro, ma con l’intento di trovare subito ciò che ci interessa, altrimenti non esitiamo a cambiare pagina web.
Secondo Kurzweil il web è un amplificatore cognitivo che sviluppa in noi capacità magari assopite, ringiovanisce l’intelletto senza fare distinzioni d’eta: anche le persone adulte o anziane ne traggono profitto.
Ma c’è anche chi la pensa in maniera diversa, Nicholas Carr ad esempio ritiene che tutta questa grande quantità di informazioni che presenta un media con Internet può portare a distrazione, sostenendo che il web stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, peggiorando i meccanismi di memorizzazione delle informazioni, causando in noi ingestibile iperattività.
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Ieri sera ho assistito alla conferenza di 
