Italiani e Privacy Online: lo studio EMC Privacy Index 2014

Ieri ho partecipato all’evento di presentazione di EMC Privacy Index 2014.
EMC_Privacy-Index-Italy
L’obiettivo dello studio, condotto da EMC su 15.000 consumatori in 15 Paesi (tra cui anche l’Italia), è stato quello di misurare la propensione che gli utenti hanno a rinunciare alla propria privacy in cambio dell’utilizzo di servizi online, come ad esempio: social network, email e cloud storage.

Per quanto riguarda il nostro paese, dal Privacy Index 2014 emergono lampanti contraddizioni, la maggior parte degli italiani intervistati ambisce ad una privacy maggiore, ma una porzione significativa non fa proprio nulla per tutelarla.

L’Italia nello studio risulta al sesto posto, solo il 29% del campione intervistato (in linea con il risultato a livello globale: 27%) dichiara di essere disposto a sacrificare i propri livelli di privacy per poter usufruire di tutti i vantaggi della rete e delle tecnologie online.

Tuttavia, solo il 41% degli intervistati cambia regolarmente le proprie password, oltre il 30% dichiara di non avere una password per i propri dispositivi mobile e più del 33% non configura in modo adeguato le impostazioni legate alla privacy dei social network che utilizza.

Il tema della Privacy in rete è molto importante, credo che vada fatta formazione per rendere le persone consapevoli e preparate a tutelare i propri dati personali online.

Ritengo inoltre che i governi devono innovare le proprie leggi e contrastare “l’invadenza volta al profitto” dei colossi della Rete.

Di seguito una infografica realizzata da EMC che illustra lo studio Privacy Index 2014:
EMC Privacy Index: infografica

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