Google Music: Nuovo Servizio Di Musica In Streaming In Arrivo

Finalmente la conferma, dopo settimane di indiscrezioni. La società di Mountain View, durante la conferenza google I/O 2011 che si è tenuta negli ultimi giorni a San Francisco, ha infatti reso ufficiale il lancio di una versione beta del nuovo servizio di streaming di musica in the cloud intitolato Google Music.

Google Music consentirà agli utenti di caricare e memorizzare le proprie collezioni di musica sul web, in modo da poterle ascoltare in qualsiasi momento desideriamo farlo.

Nella sua fase iniziale, Google Music sarà compatibile con tutti i dispositivi basati sulla versione 2.2 (o superiore) di Android, ma funzionerà soltanto su invito ad iscrivendosi a music.google.com ed esclusivamente sul territorio statunitense.

Nulla però esclude che possa presto sbarcare anche da noi. Bisogna vedere come verrà accolta oltreoceano la possibilità offerta dal colosso americano di caricare gratuitamente sui server della “nuvola” sino a 20.000 brani.

Mentre Drive Cloud, il servizio pressoché identico offerto da Amazon, offre un iniziale storage gratuito di circa 5 Gb e la possibilità di acquistare i brani.

Google, inoltre, così come già l’azienda di Seattle, non è riuscita a trovare un accordo con le etichette discografiche.

Per questo motivo, non avendo ottenuto le licenze necessarie per usufruire per esempio di servizi supplementari di condivisione, ha deciso di permettere agli utenti di utilizzare un sistema automatico di riconoscimento dei brani musicali duplicando una canzone in the cloud sui suoi server.

In questo modo saranno gli utenti stessi a dover caricare le canzoni, perdendo ovviamente un bel po’ di tempo.

Potranno ascoltare musica in streaming, ma non potranno scaricarla sul proprio computer.

In tal modo si dovrebbe evitare – sono queste almeno le intenzioni di Big G – che il servizio possa trasformarsi in un’occasione per contribuire involontariamente al fenomeno della pirateria musicale.

Il sistema prende il nome di “Passive Locker” e il suo difetto principale, come già accennato, è quello di limitare fortemente l’offerta di servizi aggiuntivi.

Google Music
garantisce comunque che i brani caricati saranno disponibili anche in modalità offline, archiviati sui server in remoto gestiti da Google.

Chi l’ha provato, però, non sembra esserne rimasto soddisfatto. Si parla soprattutto di tempi troppo lenti per trasferire la musica sulla Nuvola e di un servizio forse un po’ troppo complicato da usare.

Chissà, magari una volta che Mountain View riuscirà ad ottenere le licenze dalla case discografiche, molte cose potrebbero migliorare. Di sicuro, gli utenti non dovranno più caricare da sé i brani musicali ma potranno accedere direttamente a quelli memorizzati nei server centrali.

Matilde Geraci

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