Internet accelera “l’Hard disk biologico” che era il nostro cervello pochi decenni fa


cervello-internet Secondo Raymond Kurzweil, intelligente futurologo americano, internet amplifica la nostra memoria, accelera l'”hardisk biologico” che era il cervello solo qualche decennio fa, infatti con l’avvento del web 2.0 l’arte di leggere e notevolmente cambiata, il multitasking è diventato la nostra professione, leggiamo in modo attento e viglie, magari un po’ troppo frettoloso saltando da un testo all’altro, ma con l’intento di trovare subito ciò che ci interessa, altrimenti non esitiamo a cambiare pagina web.

Secondo Kurzweil il web è un amplificatore cognitivo che sviluppa in noi capacità magari assopite, ringiovanisce l’intelletto senza fare distinzioni d’eta: anche le persone adulte o anziane ne traggono profitto.

Ma c’è anche chi la pensa in maniera diversa, Nicholas Carr ad esempio ritiene che tutta questa grande quantità di informazioni che presenta un media con Internet può portare a distrazione, sostenendo che il web stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, peggiorando i meccanismi di memorizzazione delle informazioni, causando in noi ingestibile iperattività.

Con Internet tutto è diventato più accessibile: la comunicazione, la cultura, l’informzione, etc.. Caratterizzato da repentina crescita e velocità, il Web 2.0 ha portato ad una rivoluzione perchè no, anche sconvolgente, chi rimane indietro, chi continua a disinteressarsene, bisogna ammetterlo: è ahimè perduto.

Io sono pienamente d’accordo con la tesi di Kurzweil, voi cosa ne pensate? Sono curioso di sapere il vostro parere a rigurado!

5 commenti

  • Mi piace la tesi di Kurzell, ma credo che anche Carr non sia cosi’ distante dalla realtà :\

    Mai provato quel senso di “disorientamento” dovuto alle troppe cose da fare, da guardare, da leggere e commentare sul web ? Uno alla fine ci si abitua ma forse tutti i torti non ha :)

    Interessante, comunque!

  • Max

    Complimenti, tema molto interessante!
    Anch’io sono tendenzialmente d’accordo con le ipotesi di Kurzweil. Non è la prima volta, e neanche il solo ambito, in cui il cervello umano sottoposto ad una maggiore mole di stimoli abbia reagito in modo positivo, migliorando i processi cognitivi e di elaborazione delle idee. Questo però fino ad un limite oltre il quale lo stress a cui viene sottoposto il cervello arriva a produrre effetti devastanti (vedi uso smodato di videogames, ma anche di eccessivo ed errato approccio con l’uso di internet).
    In molti casi, come dimostra uno studio promosso da HP, si osserva addirittura una riduzione del quoziente intellettivo di una persona.

    Quello che sostiene Carr penso sia piuttosto un problema non legato ad internet.La capacità critica di ciascuno di noi fa sì che o in internet o nella biblioteca più grande del mondo ci si perda o si sappia trovare ciò che interessa. Non è l’eccessiva mole di informazioni che rende deficienti le persone. Anzi, proprio in presenza di una moltitudine di informazioni, spesso anche contraddittorie, si sviluppano meccanismi mentali più complessi e critici. In rete aumenta l’interazione con la gente, si hanno più occasioni di confronto…
    Siccome non sono un medico non conosco se a livello biologico invece ci sono differenze.
    Termino con 1 piccola riflessione.
    Non sono d’accordo nel pensare che un oggetto sia buono o cattivo: il coltello può servire per tagliare il pane e per uccidere. Lo bandiamo? Qualcosa di simile avviene anche per la TV…ma ci porterebbe lontano…
    Sai che anche quando fu inventato il treno qualcuno sosteneva inorridito che “faceva male” viaggiarci? 😀

  • Vi ringrazio per aver espresso il vostro pensiero a riguardo! Mi fa piaciere vi sia piaciuto il post, continuate a seguire il blog mi raccomando! :-)

    A presto

    TheNorba

  • più che disorientato, il bombardamento eccessivo provoca stress. 😀

  • Il problema della distrazione è reale. Talvolta il cervello sembra muoversi più velocemente della capacità di memorizzare. Non è un linguaggio molto scientifico però non vi capita di ragionare così velocemente da avere la sensazione di esservi improvvisamente dimenticato un passaggio? In realtà credo che il software non sia ancora adeguato all’hardware… Ammesso che questo che ho appena scritto abbia un senso :)

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